bisognerebbe tentare di essere felici non fosse altro che per dare l'esempio (J. Prevert)
Quest’anno io e Alice abbiamo dato parecchio in termini di malattie. Abbiamo iniziato a fine gennaio con una bella influenza doppia (anzi tripla, visto che anche il marito non è rimasto indenne). Per arrivare a marzo, lei, e proprio il 1° di aprile, io, con una bella (si fa x dire) varicella, nel mio caso direi abbastanza tardiva
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Però pensandoci bene, in realtà questa, se mai ci fossero ancora dei dubbi, è la riprova che in fondo in fondo resto sempre una bambinona!!! Comunque siamo arrivate così, infine abbastanza indenni, all’ultimo giorno di scuola. Ma solo per prendere anche la…udite udite…5a malattia!!! Non vi spaventate, neanche io l’avevo mai sentita nominare e avrei gradito continuare a restare nell’ignoranza. In ogni modo si tratta di una malattia esantematica tutto sommato abbastanza banale, a noi dopo la varicella ci ha fatto un baffo, che però ci ha costretto a mettere da parte secchiello, formine e palette per una decina di giorni.
Sabato e domenica finalmente le nostre prime giornate di sole e relax dopo tanta tribolazione. Continua con la lettura »

Come già sicuramente avrete avuto modo di sentire o leggere, stasera verso le 21 si verificherà un eclisse totale di luna che avrà il suo culmine verso le 22,00 e che ci regalerà una spettacolare luna rossa. Non posso negare di essere molto attratta da questo genere di fenomeni che per quanto naturali e ormai ampiamente spiegati dalla scienza rimangono comunque affascinanti ed in qualche modo ancora misteriosi. Almeno per me.
“L’eclissi, o eclisse, è un evento astronomico che avviene quando un corpo celeste, come un pianeta o un satellite, si colloca tra una sorgente di luce (ad esempio il Sole) e un altro corpo: in altre parole, il secondo corpo entra nel cono d’ombra del primo.
La parola “eclissi” deriva dal greco: ek, preposizione che significa “da” (moto da luogo), e leipsis, che significa “allontanarsi” ovvero “nascondersi”, “rendersi invisibile”. ” (fonte wikipedia).
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Improvvisamente dopo mesi, mi è venuta voglia di blog.
A scatenare questa voglia è stata la lettura casuale (se mai esiste il caso) di una famosa poesia di madre Teresa,
molte delle cui parole condivido…
E così eccomi a fare questa prova di pubblicazione, in un blog e una piattaforma del tutto nuovi x me…quindi se sbaglio qualcosa abbiate pazienza…
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Dopo tutte le varie vicissitudini vissute questa estate, questo è uno di quei momenti in cui mi sento veramente bene e assaporo quasi con incredulità questa piacevole sensazione. Me la sono portata dietro pure in ufficio e spero di mantenerla viva tutto il giorno questa bella emozione che sento.
Un video molto bello e toccante girato dall’Accademia dell’immagine dell’Aquila, per "sentire" oltre che capire quello che si prova in certi terribili accadimenti…
Se siete donne e avete figli non ditemi che non ci avete mai pensato. Io ci ho pensato. A quello che è uno dei tanti piccoli e grandi privilegi acquisiti dagli uomini quasi per diritto di nascita. Sembra un falso problema ma secondo me non lo è: quello di dare ai figli e tramandare sempre e solo il cognome paterno.
Il passato mi ha sempre attirato molto. Mi ricordo che mi piaceva tantissimo ascoltare le storie che mi raccontava mia nonna di quando lei era una ragazzina come me allora. Mi piaceva ripercorrere i suoi passi, i suoi sogni e le aspettative. Erano sogni semplici che poi si erano tutti (almeno lo spero) realizzati. Ho sempre ammirato la sua semplicità e la sua forza, la sua voglia di continuare ad imparare anche a 85 anni ed oltre. Come pure ammiravo la grande intelligenza ed onestà di mio nonno. La sua enorme bontà (di cui molti hanno anche approfittato). In fondo sono stati loro i miei punti fermi. Gli esempi, le figure di riferimento. Me ne rendo conto solo ora a distanza di decenni. Mio madre morto e mia madre già da allora persa nel suo mondo di dolore mai sopìto. Sono stati dei begli esempi, però. Forse è per questo che mi attaccavo al passato, cercavo di radicarmi ben ben in qualche modo, nel modo che ritenevo più accessibile…Il futuro ai quei tempi probabilmente doveva farmi piuttosto paura come del resto il presente piuttosto incerto.
Nel periodo Natalizio, mentre passeggiavo in via Etnea con Alice e mia sorella, incrocio proprio di fronte a me a qualche metro di distanza uno sguardo conosciuto.